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"e.r.i.c.a. - i 2 fiumi"
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"Le studentesse e gli studenti con tutte le individualità che li caratterizzano sono i veri artefici dei nostri progetti. Senza di loro ...il nulla" PLC.
In margine alla Consulta Comunale alessandrina "Ambiente". Argomento Rilancio Regolamento del Verde.
Sappiamo della petizione "Alessandria più verde: chiediamo un piano urgente di piantumazione di più alberi in città" che è un'iniziativa civica lanciata sulla piattaforma Change.org da Rossella Santangelo a cui abbiamo aderito e che Renzo Penna ha incontrato.
I punti principali della petizione sono: Chiedere a al Comune di Alessandria il passaggio da interventi di cura isolati a una programmazione continuativa e strutturale di nuove piantumazioni
Contesto climatico:
La richiesta nasce per contrastare le ondate di calore e le isole di calore urbane (aggravate da cemento e asfalto) e per migliorare la qualità dell'aria (riducendo i livelli di PM10 segnalati da ARPA Piemonte
Le proposte chiave contenute nella petizione sono :
L'avvio di un piano annuale per incrementare il numero di alberi in città;
La regola del "due per uno": piantare almeno due nuovi alberi per ogni pianta abbattuta;
L’ aumento del verde e delle zone d'ombra in aree pedonali, parchi, spazi pubblici e nei pressi delle scuole
L'iniziativa ha superato le 1.000 firme, ricevendo il sostegno di esponenti politici locali e consiglieri comunali (che hanno proposto ulteriori integrazioni, come la rimozione dell'asfalto attorno alle radici dei viali alberati o la piantumazione di un albero all'anno da parte di ciascun gruppo consiliare).
Riferimenti normativi e regolamentari ad Alessandria sono :
Regolamento del Verde / Edilizio: Il Comune di Alessandria disciplina gli aspetti urbanistici, edilizi e del verde urbano all'interno del proprio quadro normativo locale (consultabile tramite il portale dei Servizi Online del Comune di Alessandria)
Sanzioni e tutele: le disposizioni sulla gestione del verde pubblico e le relative sanzioni amministrative (regolate in base al Testo Unico degli Enti Locali) sono riportate nel Regolamento Comunale d'Alessandria.
Dovremmo batterci di più e meglio per il verde in città ! E proporlo all’amministrazione comunale, chiedendo conto di ciò che ha fatto in questi anni per salvaguardare, aumentare il verde in città .
A chi ama stare in città, magari d'estate sa che un giardino botanico, un parco, sono gli ambienti migliori per passare del tempo in città, quando la città è così calda. In quasi ogni grande città c'è quest'oasi di frescura quest'oasi di verde, ed è sempre un pezzetto di vacanza quando uno visita il giardino botanico della propria città.
Ci sono orti e giardini meravigliosi in giro per il mondo, la loro è una storia lunga quanto quella dell’ambiente naturale. È il “naturale” ricreato artificialmente.
Questa zona protetta e meravigliosa che l’abbiamo anche noi in Alessandria ed è anche una “alberoteca” per gli studenti: una biblioteca vivente per gli studenti di botanica.
Quale "verde", quindi, per le nostre città ?
Bisogna innanzitutto avere il coraggio, anche di osare pensare e constatare che il verde non lo dobbiamo immaginare statico ma dinamico, quindi in evoluzione. Dobbiamo aprirci ai contesti naturali non sono extra cittadini ma anche e soprattutto a quelli urbani antropizzati. Il nostro mix di verde in città è sempre un mix tra piante indigene ed “esotiche”, cioè importate.
Abbiamo letto, per esempio, che il simbolo di Roma, i pini, stanno forse per essere cambiati, nel tempo, visto che stanno soffrendo per malattie a causa di insetti che ne minano il tronco dall'interno e lo fanno crollare. Tra l'altro non dimentichiamo che sono anche protagonisti di tragedie umane, queste cadute, questi schianti.
E che si pensi al gelso come pianta da sostituire al pino: poveri gelsi! Non sono adatti a quel clima!
Abbiamo ascoltato anche, a proposito, il dott. Flavio Tarquini, responsabile scientifico dell'orto botanico di Roma, intervistato a Radio Tre Scienza, il quale ha premesso che bisogna innanzitutto distinguere tra alberature stradali e alberature urbane, perché quelle stradali sono solamente una componente di quelle alberature urbane che includono anche le alberature dei parchi, giardini, ville storiche, spazi privati e così via. I pini di Roma, per esempio, in alcuni contesti sono tutelati; quindi anche l'indirizzo dell'amministrazione comunale di Roma è quella ovviamente di effettuare delle sostituzioni laddove necessarie; e tutte le piante, “sia autoctone che alloctone, richiedono una manutenzione ordinaria, e soprattutto una vigilanza attenta, in occasione di lavori stradali che comprendano rifacimenti di manti stradali e realizzazioni di aiuole e scavi per i sottoservizi.”
Quindi bisognerebbe assumere, anche per le alberature della nostra città di Alessandria, dei regolamenti di gestione del verde che riguardano tutte le essenze vegetali e possono riguardare anche introduzioni di nuove specie in aree precedentemente alberate ma che ormai sono deserte o prevedere magari nuove aree verdi urbane.
“Ma ovviamente in contesti vincolati che hanno un valore storico e paesaggistico unico, a mio avviso la tutela dell'elemento arboreo, in questo caso dell'icona proprio del verde di Roma, è imprescindibile e quindi laddove le alberature sono ammalorate si provveda al loro ringiovanimento, e io sono dell'avviso che si debbano preservare le alberature non i singoli alberi. “ continua Tarquini.
Quindi, preservare l’alberatura e non il singolo albero. Il vincolo su una strada storica di Roma o di una più piccola città come Alessandria consiste che se si ha un filare di alberi ai lati della carreggiata occore garantire la sopravvivenza di quel filare; ma questo non vuol dire ovviamente che dobbiamo mantenere in piedi gli alberi quando questi diventano pericolosi o arrivano alla fine del loro loro ciclo. E questo lo può valutare solo un esperto botanico comunale, come per esempio colui che è responsabile, è molto competente dott. Ranzenigo, del giardino botanico della città.
Quindi andrebbe prevista una sostituzione periodica, laddove ci siano alberature , perché in alcuni casi ci troviamo con alberature che hanno un'età di 120- 130 anni, e sono tutti esemplari della stessa età, e col rischio cioè di trovarci, al cospetto di tutti esemplari pericolosi e, per evitare questo problema, i nuovi impianti dovrebbero prevedere la messa a dimora di alberi di diversa classe di età. Esempio alternare alberi di 25 anni con alberi di 10 anni. In questo modo, quando gli individui che oggi hanno 25 anni tra cent'anni dovranno essere tolti, questo non comporterà l'eliminazione di tutta l’alberatura stradale, ma solo della metà, quindi l'impatto sarà minore.
È chiaro anche che ci sono agenti patogeni molto diffusi che arrivano anche dall'estero, sono funghi, batteri, e sono molto invasivi e quindi anche lì occorre avere una manutenzione periodica programmata, c'è l'acciottolato, c’è il cemento, in città, ci sono le strade fatte di asfalto. Quando vediamo le radici degli alberi emergere dal terreno, o dall’asfalto, è segno di grave sofferenza a cui noi sottoponiamo le piante che si trovano in grandi contesti urbani di pochi o di milioni di abitanti. Le alberature stradali sono sottoposte a uno stress notevolissimo, quindi le piante sono molto deboli perché, per nostra fortuna, assorbono tutte le sostanze inquinanti che noi liberiamo nell'aria e così pure la calura eccessiva che dal sole si riflette sull’asfalto che diventa rovente. Quindi queste piante di città sono sottoposte a notevoli stress e quindi sono molto più delicate di altre,quindi hanno bisogno di molte attenzioni, molte più attenzioni rispetto a alberature che si trovano in altri contesti, e non si salvano di certo potandole in modo violento come abbiamo visto fare sempre più negli ultimi decenni.






